giovedì 15 dicembre 2011

Se non li conoscete... identikit di un razzista

Breve "vademecum" per sapere che tipo di razzista ti trovi di fronte e come devi reagire.

Mettiamo da parte subito chi è razzista per ignoranza totale, quella massa senza sostanza che vive senza avere il minino interesse per quello che gli gira intorno e diventa razzista "per caso". Grado di sensibilità zero assoluto, se è razzista, quello è il minore dei problemi.


A un grado di poco superiore c'è chi si prende il tempo di osservare la realtà circostante. La foto che si trova di fronte è più o meno questa: il nostro Paese è stato invaso da migliaia di persone, li vediamo ovunque, ce ne accorgiamo subito che vengono da un'altra parte, sono diversi da noi, c'è un "noi" italiani e un "loro" stranieri. Loro sono tanti, tanti di loro sono più forti fisicamente, probabilmente sono anche più svegli, più pronti, loro hanno più voglia di fare e farebbero qualsiasi cosa pur di diventare come noi, pur di conquistare i nostri posti nella società, a scuola, al lavoro, nelle nostre case, nei nostri letti... Spesso ci riescono, la maggior parte delle volte no. Una minoranza di loro ha raggiunto traguardi che noi non ci sognavamo nemmeno, eppure loro magari hanno rischiato di morire annegati nel tentativo di raggiungere la nostra terra, che uno degli ovuli di cocaina con cui si sono pagati il viaggio si rompesse in aereo, che un uomo li uccidesse dopo averli raccolti per strada solo perché non aveva il denaro per pagarli... La maggioranza è sotto gli occhi di tutti, da badanti a venditori ambulanti, da lavoratori sottopagati a elemosinanti, ai margini della nostra società, spesso anche oltre e contro la nostra società, contro quello che noi abbiamo creato. Ci aggrediscono da tutti i fronti, dal basso dove li vorremmo far stare, all'alto dove sono riusciti, nonostante tutto, ad arrivare. Loro sono una minaccia per noi e dobbiamo difenderci, cacciarli via dal nostro Paese, al massimo aiutarli lì da dove vengono, perché noi non siamo cattivi, vogliamo solo salvare i nostri letti, le nostre case, i nostri posti di lavoro... Anche se hanno raggiunto quella posizione con le loro forze, al diavolo la meritocrazia, loro non hanno il diritto a competere per quello che spetta a noi. 

Questo è il razzista "di massa", è molto probabile che non sappia di esserlo, è il tipo da "io non sono razzista, però...". Tra tutti i razzisti è il più pericoloso proprio per l'incoscienza dovuta all'incapacità di analizzare il fenomeno. Il razzista "di massa" sostanzialmente non pensa, non prova a guardare dietro le quinte, si ferma alla superficie un po' per paura di spingersi oltre e un po' confortato dal fatto che la "massa" la pensa come lui. Le virgolette perché in realtà quella che lui crede massa è un relativamente piccolo gruppo di persone che i mezzi di comunicazione ci propinano come modello a cui tutti dovremmo conformarci, ma in cui, per fortuna, pochi si riconoscono. Si combatte con la contro-informazione su tutti i fronti, dalla tv al bar sotto casa. 
Il razzista "di massa" va guidato nell'analisi, non c'è un noi e un loro, siamo tutti uguali e tutti diversi: l'uguaglianza sta nella nostra essenza di esseri umani, la diversità è ricchezza nello scambio tra singoli uomini e per il Paese intero. La situazione economica attuale non rende le cose facili perché le istituzioni danno poco e chiedono tanto, bisogna affermare il valore delle pari opportunità, come in una partita a Monopoli, tutti i giocatori devono avere un tot di denaro all'inizio, i risultati finali dipendono dall'abilità, dal merito, senza che sia necessario alcun tipo di intervento durante la partita. 
La rabbia razzista va incanalata verso il sistema che non offre pari opportunità, non verso le persone che vivono in condizioni uguali o peggiori, è inutile e controproducente farsi la guerra tra poveri, facciamo la guerra al sistema per elevare la nostra condizione di esseri umani.


Il razzista "per scelta" è quello che si informa, conosce, sa di essere razzista, è sicuro della sua posizione, vede le differenze tra le razze ed è convinto che quella a cui appartiene sia migliore delle altre. In una società matura e cosciente non rappresenta un grosso problema, pensiamo agli Stati Uniti che, dopo decenni, almeno sotto questo aspetto, sono riusciti a "risolvere" il problema. Il razzista "per scelta" ha problemi di inserimento nel mondo, spesso psicologici, mentalmente molto limitato, è molto difficile fargli cambiare idea perché non ha capacità di ascolto e di analisi, conosce quello che gli fa comodo a dimostrare le sue convinzioni, negherebbe anche l'evidenza. Penso vada curato in appositi centri perché odiare persone solo perché di un'altra razza deve essere considerata una grave malattia mentale, una psicosi che mette a rischio chi sta intorno al soggetto, va isolato dal resto della società e deve essere rieducato o curato prima di potersi inserire nuovamente.


Accanto ai vari livelli di razzismo, non è da sottovalutare chi fomenta l'odio per ragioni che non hanno nulla a che vedere con la razza, ma per il mantenimento di un livello di tensione comodo sotto diversi punti di vista nella società. Per chi rappresenta le istituzioni è molto meglio se la guerra la combattiamo tra di noi nelle file davanti agli sportelli, piuttosto che uniti contro di loro come invece sarebbe più naturale. I fomentatori di odio andrebbero smascherati e messi al bando da qualsiasi riscontro mediatico.

(N.B. Questo breve "vademecum" non ha la pretesa di essere né esaustivo, né necessariamente corretto, vuole essere solo uno spunto per riflettere.)

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